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Svimez: dopo il Covid, per la Sicilia il 2021 sarà a crescita zero

Nel post pandemia l'economia siciliana continuerà ad essere stagnante, afferma il centro studi. Nonostante sia stata una regione "più al riparo di altre" dalle conseguenze del Covid

La Sicilia è tra le regioni italiane “meno coinvolte negli interscambi commerciali interni ed esterni, e quindi più al riparo dagli effetti della pandemia”. Lo scrive Svimez, associazione per lo sviluppo del Mezzogiorno, nel suo ultimo rapporto sull’economia del Sud Italia. Il rapporto, che puntualmente ogni anno segna il cronico ritardo del meridione rispetto al più ricco nord, nel 2020 è naturalmente focalizzato sugli effetti della Covid-19. Ma, nonostante la flessione del 6,9 per cento del prodotto interno lordo, meno severa di regioni come Basilicata (meno 12,9 per cento) e Puglia (meno 10,8 per cento), o al Nord di Veneto (meno 12,4) e Lombardia che arriva a una perdita del 9,4, la crescita per il 2021 sarà tra le peggiori.

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Crescita sotto l’1 per cento

Una crescita stimata per il 2021 dello 0,7 per cento, ben al di sotto delle previsioni per l’intero Sud Italia, dell’1,2 per cento. Peggio, secondo le previsioni di Svimez, faranno solo Molise (più 0,3 per cento), Sardegna (più 0,5), e Calabria (più 0,6), ritardando ulteriormente un quadro di recessione che va avanti ormai dal 2008. All’interno del proprio rapporto sono riportati i valori della perdita di pil nel periodo 2008-2014, con una media annuale del 2,2 per cento e una cumulata che arriva al 14. La media nazionale nello stesso periodo è stata del meno 8,5, e la Sicilia fa anche peggio della media del Mezzogiorno, ferma a meno 12,6 per cento. A delineare un quadro di continua recessione sono anche i valori dell’emigrazione, fermi al 2018, con oltre 28 mila siciliani trasferiti al centro-nord per motivi di lavoro. Si tratta di oltre un quinto del totale, con la sola Campania (oltre 33 mila emigrati) a fare peggio su un totale di 118 mila unità.

Corruzione, Sicilia tra le migliori al Sud

Un aspetto relativamente positivo sono invece i casi registrati di corruzione. Secondo i dati della banca nazionale della Direzione nazionale antimafia, la Sicilia registra solo il 2,8 per cento dei reati contro la Pubblica amministrazione. Tra le regioni del Sud si tratta del migliore risultato, migliore anche della Liguria, con il 3,6 per cento del totale, e peggiore tra le regioni del Nord Italia. In forte crescita è invece il dato del Lazio, con il 19 per cento dei casi totali, principalmente connessi all’inchiesta “mafia Capitale”. In fondo alla classifica Calabria (29 per cento dei reati contro le pubbliche amministrazioni), e Campania che sfiora il 40 per cento, il 39,9.

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Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Catanese, mai lasciata la vista dell'Etna dal 1984. Dal 2006 scrivo della cronaca cittadina. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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