Trasporti Isole minori, la protesta dei sindaci: ‘Governo nazionale ci massacra’
“Questogoverno nazionale sta massacrando i trasporti per le Isole minori della Sicilia. Nell’anno in cui entra in Costituzione il concetto di l’insularità, che garantisce la continuità territoriale, questo governo opera tagli che porterannoaldisastro delle isole siciliane“: lo ha detto ilsindaco di Favignana Francesco Forgione, già deputato regionale del Pd in più legislature, che insieme agli altriprimi cittadini delle piccole isoledisseminate davanti alla Sicilia ha partecipato alla manifestazione di protesta oggi a Palermo, prima davanti all’assessorato regionale alle Infrastrutturee poi davanti alla sededell’Assemblea regionale siciliana, per sensibilizzare soprattutto i gruppi parlamentari su quanto sta avvenendo nel silenzio più totale delle istituzioni nelle isole, alcune delle quali patrimonio dell’Unesco. È scattata così la“rivolta” dei primi cittadinidavanti a quello che definiscono “ildisastro dei trasporti“. E intendono non fermarsi sino a quando arriveranno risposte concrete e non promesse finora non mantenute. “Il governo nazionale ha tagliato tutte le linee sostenute dallo Stato”, ha aggiunto Forgione,“ilgoverno regionale, invece, è impotenterispetto a questa condizione, essendoci in Sicilia un regime di monopolio dei trasporti marittimi. Chi paga il prezzo di questa situazione? Le isole e i loro abitanti”. “Unaumento del prezzo dei biglietti del 20 per cento, appena deciso, e un ulteriore aumento annunciato a partire da gennaio di un ulteriore 10 per cento, non vuol dire soltanto far fronte al costo della nave, vuol dire prevedereunaumento del 30 per cento sul costo dei generi alimentari,carburanti, delle costruzioni. Siamo quindi davanti a una situazione che in Sicilia non si era mai vista. Per questo siamo qui. Non soltanto per parlare col governo regionale che sino ad oggi è stato impotente, ma per porre pure ai gruppi parlamentari dell’Ars la necessità di sollevare uncaso politico nazionale, perché questo governo sta massacrando le isole minori ed è un problema politico che va esaminato, affrontato e risolto”. Alla protesta hanno preso parte anche gli altri primi cittadini delle isole,Riccardo Gullo, sindaco di Lipari, Fabrizio D’Ancona (Pantelleria), Domenico Arabia (Santa Marina Salina), Filippo Mannino (Lampedusa e Linosa), Salvatore Militello (Ustica), Giacomo Montecriso (Leni) e un rappresentante del Comune di Malfa al posto della sindaca Clara Rametta, impossibilitata a partecipare per questione di salute. “Stiamo davvero andando a sbattere”, ha commentato il sindaco di Lipari, Riccardo Gullo. “La situazione ormai è diventata insostenibile e quello che denunciamo è soltanto la metà dei disservizi che tutte le isole stanno subendo. Bisogna dire chiaramente che le Isole minori non sono un ‘osso da spolpare’”. I sindaci alla manifestazione hanno presentato una serie di numeri. “Questa estate siamo passati dalla armatoria libera, con unaumento del 500 per cento dei trasporti commerciali,al perdurante – e ancora in vigore –sequestro di tre navi per la nota vicenda del trasporto disabili“, ha aggiunto Gullo. “Al momento abbiamo soltanto tre navi in servizio, più laLauranache fa rotta una volta a settimana per Napoli. Siamo soggetti sempre a interruzioni e cancellazioni di corse, per problemi vari: guasti anche in navigazione, incendi a bordo, carenze di manutenzione e per altri problemi. Poco tempo fa laLaurana, che fa servizio con Napoli, è stata all’àncora a Lipari diversi giorni. Si è scoperto che avevano a bordo un generatore guasto e l’altro si era appena guastato. Per cui l’Autorità marittima hafermato il traghetto non dando l’autorizzazione per il viaggio. A questi continui disservizi si aggiunge la decisione della Caronte & Tourist di aumentare all’improvviso del 20 per cento le tariffe in vigore, nel silenzio più totale, come se fosse un atto dovuto. “La compagnia voleva aumentare i prezzi de biglietti già tempo fa”, ha concluso Gullo insieme agli altri primi cittadini. “Poi ha detto che non lo avrebbe fatto e poi invece ha deciso l’aumento. Va sempre così. Noi ci chiediamo: quali autobus nelle città, quali treni, quali altri mezzi di trasporto subiscono all’improvviso un aumento del 20 per cento senza che nessuno si muova?”. Per questo oggi siamo a Palermo.Se vedremo chein Sicilia non si muove fogliaallora andremo aprotestare a Roma. E se anche lì ci sarà il silenzio allora decideremo in tutte le isole siciliane azioni eclatanti. Questa è una vicenda che dire paradossale è poco e finora i governi hanno fatto finta di nulla. Dove vogliamo andare? Gli abitanti non possono essere considerati polli da spennare e non può essere negato loro il diritto alla libertà di movimento. Devono avere pari diritti di tutti gli altri cittadini italiani. Oppure questi governi vogliono considerarli cittadini di serie B?”.