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Turisti Lgbt+ più spendaccioni e flessibili. L’opportunità del fattore Dink

La comunità Lgbt+ rappresenta un settore turistico ricco che viaggia molto e spende più della media. Potrebbe essere un buona opportunità per la destagionalizzazione del turismo in Sicilia

Il turista Lgbt+ spende il 35 per cento in più della media: 187 euro al giorno contro 120 secondo i dati della Banca d’Italia, nell’indagine sul turismo internazionale 2022, e l’Osservatorio turistico Aitgl (Ente italiano turismo Lgbqt) 2022. Inoltre il turista gay, che perlopiù viaggia in coppia o da solo, come anche il viaggiatore single, ha maggiore flessibilità nel viaggiare anche in periodi di bassa stagione e potrebbe rappresentare una boccata d’ossigeno per il turismo invernale in Sicilia.

I dati turistici

Secondo i dati dell’osservatorio turistico di Aitgl su 177 milioni di presenze e 33 milioni di arrivi turistici in Italia nel periodo estivo luglio-settembre del 2021 le presenze Lgbtq+ sono state 8,8 milioni con oltre 1,6 milioni di arrivi. Con una media di cinque notti di pernottamento e una spesa giornaliera di 187 euro, il fatturato complessivo è stato di 1,4 miliardi di euro. La Sicilia, seppure vanti una comunità Lgbt molto vasta e locali a tema nelle principali città, Catania, Palermo e Messina, non ha ancora deciso di scommettere su questo tipo di turismo. Eppure potrebbe essere un’occasione in favore di un turismo autunnale e invernale. Dei 15,1 milioni di pernottamenti in Sicilia nel 2019, solo tre milioni hanno soggiornato da novembre ad aprile. Tralasciando il 2020 in cui ha imperversato il Covid, anche nel 2021 le cose non sono andate diversamente: su 9,6 milioni di pernottamenti, l’80 per cento sono avvenuti nei mesi estivi, da maggio ad ottobre.

Offerta turistica dedicata

Pur dimostrandosi (quasi) sempre accogliente, non ha ancora una offerta dedicata per i turisti Lgbt e secondo Giuseppe Ciminnisi, presidente siciliano della Fiavet (la Federazione delle Agenzie di viaggio), non sarebbe necessaria. “Personalmente non mi sono mai posto il problema di indirizzare una offerta turistica dedicata alla clientela Lgbt+. Ho molti amici nell’ambiente ma per me non vi è alcuna differenza. Questo tipo di clienti vivono la loro vita esattamente come io vivo la mia. A loro consiglio il meglio secondo la loro richiesta o secondo le necessità; non condivido che nel XXI secolo si possano fare queste distinzioni per cui non mi sono mai preoccupato di cercare un turismo esplicito che probabilmente negli anni passati ci è stato. Secondo me si tratta di un tentativo di ghettizzare con dei prodotti esclusivi, anche per i single e che fortunatamente è da un po’ di tempo di cui non si sente più parlare”.

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Destagionalizzazione

Che il turismo Lgbtq+ sia da considerare un segmento turistico utile alla destagionalizzazione dei flussi ne è convinto Alessio Virgili, presidente dell’Associazione italiana turismo gay e lesbian. “Questo perché, come rivelato da molte ricerche, i viaggiatori Lgbtq+ per buona parte hanno una posizione lavorativa che gli permette di avere un alto reddito (manager, imprenditori, liberi professionisti) e la possibilità di gestire il proprio tempo in maniera più indipendente. Inoltre, anche se recentemente questo paradigma sta pian piano cambiando, spesso riferendosi alla comunità Lgbtq+, si parla di fattore Dink (double income no kids) poiché a fronte di un doppio reddito, le coppie spesso non hanno spese familiari relative ai figli. Sempre secondo le recenti statistiche (Eurisko – Sonders&Beach) annualmente i viaggiatori Lgbtq compiono circa 4-5 viaggi l’anno di una durata media di 9 giorni, oltre a weekend e viaggi d’affari, ponendo attenzione principalmente alle destinazioni che si dichiarano apertamente Lgbtq+ friendly (secondo il 65 per cento degli intervistati)”.

Il profilo del turista Lgbtq+

I dati statistici sui viaggiatori Lgbtq+ ci dicono che sono il 12 per cento della popolazione adulta europea con un’alta concentrazione nella fascia d’età 25-44 anni anche se la fascia 18-24 è in forte aumento anno dopo anno. Più del 50 per cento di questi convive con il proprio partner o è sposato, mentre il 21 per cento si dichiara single. Rispetto al fattore reddituale il 18,9 per cento ha un reddito annuo sotto i 18 mila euro, mentre il 32 per cento ha un reddito annuo tra i 18 e i 35 mila euro, il 20,6 per cento tra i 36 e i 58 mila euro, il 10,5 per cento tra i 59 e gli 85 mila euro. Per quanto riguarda la spesa per le vacanze il 54 per cento dichiara che nel 2022 spenderà lo stesso budget del 2021 per la propria vacanza mentre un 12 per cento pensa che lo incrementerà.

Cosa cerca il turista gay

Oggi, secondo Community Marketing Inc, anche a causa dei numerosi episodi di omobitransfobia, molti viaggiatori Lgbt+, pur mettendo l’Italia al primo posto tra le mete turistiche desiderate, scelgono alla fine altre destinazioni facendo scendere l’Italia al quinto posto della classifica dei mercati internazionali. Il turista vuole sentirsi sicuro, vuole poter soggiornare in una struttura dove non rischia di essere discriminato o anche semplicemente deriso e dove ci si rivolga apertamente al proprio universo così da poter soddisfare il bisogno di legittimazione sociale, dove il personale sia in grado di suggerire eventi o luoghi Lgbt in città o dove vengano realizzati pacchetti anche per le coppie gay. La struttura deve essere preparata a comunicare correttamente il suo essere gay friendly.

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Formazione del personale

Per Alessio Virgili, “spesso diamo per scontato che questo genere di turista non abbia bisogno di un servizio customizzato” mentre, invece, una serie di accortezze possono rendere più adeguata l’accoglienza. “Per esempio, se si fa trovare in stanza un cesto di frutta di benvenuto – suggerisce – si valuti se è il caso di accludere un biglietto intestato a signora e signore quando i due ospiti sono due uomini”. Il problema però non è solo l’organizzazione. Prima ancora “c’è anche un po’ di timore – dice Virgili – a fare una comunicazione per il viaggiatore Lgbt+ per non perdere quello tradizionale, e c’è poca sensibilità a formare il proprio personale”. “Noi di Aitgl svolgiamo proprio attività di advisoring, formazione e networking per gli associati, di cui circa il 20 per cento degli oltre 150 operatori turistici sono in Sicilia, con l’obiettivo di rendere l’Italia sempre più attraente per il viaggiatore Lgbtq+” C. Aitgl svolge attività di advisoring, formazione e networking per i propri associati con l’obiettivo di rendere l’Italia sempre più attraente per il viaggiatore Lgbtq+, continua il presidente.

Convention internazionale sul turismo Lgbtq+

“Proprio per parlare di turismo Lgbtq+ Milano si prepara ad ospitare, dal 26 al 28 ottobre “Iglta Milano 2022″, la 38°Convention Mondiale Iglta (International LGBTQ+ Travel Association) promossa da Aitgl in collaborazione con Enit (Agenzia nazionale del turismo), Comune di Milano, Consolato Usa e European travel commission – aggiunge Virgili -. Un’occasione per comprendere di più questo tipo di turismo e le esigenze dei turisti Lgbt che la Sicilia ha bisogno di conoscere per aprirsi a nuove forme di turismo necessarie per superare la crisi e ripartire dopo due anni di “quasi fermo” dovuto alla pandemia”.

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