fbpx

Veterinari, dopo anni l’accordo con la Regione: “Più ore per i controlli”

Gli allevamenti siciliani, e gli alimenti derivati, potranno contare su più ore dedicate alle verifiche sanitarie. Un accordo "raggiunto dopo 12 anni di regole capestro", spiega Massimo Venza di Uil-Fpl

Il latte, la carne, i prodotti derivati dagli allevamenti siciliani. Per arrivare sulle nostre tavole in sicurezza, questi alimenti richiedono controlli rigorosissimi, effettuati anche dagli oltre trecento veterinari specialisti ambulatoriali che lavorano per le Aziende sanitarie provinciali e l’Istituto zooprofilattico della Sicilia. La loro situazione, negli ultimi anni, è stata particolarmente delicata, sul piano degli orari di lavoro e della retribuzione, iniziata nell’anno 2002 con stanziamenti che garantivano non meno di 24 ore di lavoro settimanali sul campo. Un problema affrontato solo parzialmente nel 2009, che potrebbe essere sanato da un disegno di legge presentato dal Governo regionale, che porta il totale a 30 ore di incarico settimanali. L’impatto della veterinaria sulla vita di tutti i giorni è enorme, come ha dimostrato negli ultimi mesi la pandemia da Covid-19. Alla base di tutto, secondo gli scienziati, c’è stato proprio il passaggio di un virus dall’animale all’uomo.

Un compito delicato

Il disegno di legge, che sarà a breve dell’Assemblea regionale siciliana, riguarda i medici-veterinari titolari di incarico da almeno cinque anni, ed è il frutto di una interlocuzione tra i rappresentanti sindacali e l’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza, i cui punti cardine sono stati stabiliti lo scorso settembre. “Un accordo a favore dei lavoratori, ma anche dell’utenza che alla fine usufruisce delle prestazioni”, dice il dottor Massimo Venza, coordinatore regionale area veterinaria specialistica Uil-Fpl. I professionisti in forza alle Asp all’Istituto zooprofilattico, infatti, operano sugli animali, o in attività che trasformano o rivendono connesse alla trasformazione o alla vendita di prodotti di origine animale. Quindi, in definitiva, sulla salute umana. “L’animale e i suoi derivati vengono controllati come potenziali vettori di malattie per l’uomo”, spiega Venza. Un compito particolarmente delicato, soprattutto in questo momento storico.

L’iter sindacale

Quella dei veterinari al servizio delle Asp e dell’Istituto zooprofilattico, spiega Venza, è una vexata quaestio. “Siamo oltre trecentoquaranta medici veterinari che oprerano in seno al Sistema sanitario regionale, in media, dal 2002”. Quasi dei lavoratori storici, scherza il sindacalista. Dal 2002 al 2009 i veterinari hanno lavorato con un contratto da “almeno” ventiquattro ore settimanali come prestatori d’opera a fattura. “Un accordo capestro, che però siamo stati costretti ad accettare, non esistendo allora una contrattazione nazionale né un’organizzazione sindacale seriamente interessata alla questione”, aggiunge Venza. Le cose non sono migliorate negli anni successivi. Nel settembre 2009 fu emanato un decreto che comportava la trasformazione del rapporto di lavoro di diritto privato in un contratto da specialista ambulatoriale. Il tutto, però, in invarianza di spesa. “Di conseguenza, costando di più le singole ore, è diminuito considerevolmente il numero di ore lavorate”, prosegue il responsabile di Uil-Fpl.

Un passo in avanti

Dal 1 gennaio 2010, queste attività sono state integrate con una serie di progetti obbiettivo, “non normati dal contratto di lavoro specifico”. Di fatto, i progetti sono “un protrarsi delle attività lavorative”, camminando “parallelamente” ai contratti di lavoro. Una sovrapposizione oggetto di varie contestazioni sindacali. Questo l’iter per arrivare all’incontro di settembre, alla presenza dell’assessore Razza. “Ringrazio l’assessore per la sensibilità dimostrata nei confronti di un tema che si trascina da anni”, dice Venza. Che riconosce come il Ddl rappresenti “un passo avanti rispetto alla situazione degli ultimi anni. Per cantare vittoria, però, bisogna aspettare la conversione del decreto e la sua effettiva applicazione. “Per troppo tempo abbiamo dovuto lavorare in maniera perlomeno anomala”, ribadisce il sindacalista.

Il contenuto del Ddl

Il disegno di legge, spiega la Regione, prevede che la copertura economica sia garantita con i fondi del Servizio sanitario regionale. Senza spese aggiuntive a carico del bilancio, precisano da Palazzo d’Orléans. Le trenta ore settimanali all’occorrenza potranno essere superate, su autorizzazione dell’assessorato regionale alla Salute, in base alle necessità dei singoli enti e nel rispetto dell’equilibro di bilancio. Infine, i direttori generali, seguendo i criteri dell’ultimo Accordo collettivo nazionale, potranno trasferire i medici veterinari da una branca specialistica all’altra. Soltanto una volta, e soltanto con il consenso dei diretti interessati che manterranno l’anzianità di servizio. “Queste le premesse, che ci sembrano positive. Adesso aspettiamo l’applicazione”, conclude Venza.

Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci (Catania, 1992), è giornalista pubblicista e saggista. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", (Circolo Poudhron Editore), con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni.

DELLO STESSO AUTORE

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Social

17,369FansMi piace
313FollowerSegui
190FollowerSegui
- Pubblicità -
- Pubblicità -

Ultimi Articoli