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Vino Etna Doc escluso dal bando per la promozione. “Useremo i fondi europei”

Il consorzio che riunisce oltre duecento viticoltori e produttori sulle pendici del vulcano non è stato ammesso al finanziamento del ministero dell'Agricoltura. Nessun rischio per i progetti secondo il direttore Lunetta, a partire dalla partecipazione al Vinitaly, finanziati con le risorse del Psr Sicilia e dell'Ue

Dal ministero dell’Agricoltura niente soldi per la promozione del vino dell’Etna. Il Consorzio Etna Doc, che riunisce oltre 200 viticoltori e produttori distribuiti in 133 “contrade” sulle pendici del Vulcano, è stato escluso dal bando ministeriale “per azioni di informazione, formazione e promozione per migliorare la conoscenza e sostenere lo sviluppo dei prodotti vitivinicoli”. Non così per il Consorzio Doc Sicilia, che ha ottenuto un finanziamento di oltre 480 mila euro, per il Consorzio Cerasuolo di Vittoria Docg e Vittoria Doc, che potrà disporre di quasi 100 mila euro, e per il Consorzio dei vini Doc dell’isola di Pantelleria, che ha ottenuto 91 mila euro. “Abbiamo chiesto spiegazioni, ma ancora non abbiamo ricevuto risposta dal Ministero”, spiega a FocuSicilia il direttore del Consorzio Etna Doc Maurizio Lunetta. Dal punto di vista pratico, precisa il direttore, per i vini del vulcano non cambia molto. “Il progetto che avevamo presentato riguardava la nostra partecipazione a Vinitaly 2023, che sarà finanziata comunque attraverso i fondi del Programma di sviluppo rurale”.

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I dettagli del bando

Il bando per la promozione della viticoltura italiana è stato confezionato sotto il governo Draghi, e prevede una dotazione complessiva di 25 milioni di euro. L’importo minimo finanziabile fissato nel decreto è di 100 mila euro, il massimo di 500 mila euro. I progetti possono riguardare un ampio raggio di attività – campagne di informazione, azioni di divulgazione, informazione e formazione, promozione e pubblicità, partecipazioni a fiere ed esposizioni – da realizzare in Italia entro il 31 luglio 2023. “Una scadenza troppo breve, che ha costretto la maggior parte dei consorzi a presentare proposte per la partecipazione a Vinitaly”, spiega Lunetta. Nella graduatoria pubblicata dal Ministero a fine ottobre, risultano ammessi 47 consorzi da Nord a Sud del Paese, per un finanziamento complessivo di 12,6 milioni di euro. A disposizione, dunque, ci sarebbe ancora oltre metà della dotazione iniziale, “ma al momento non si sa se il bando verrà riproposto”, spiega Lunetta.

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I numeri del consorzio

Una bocciatura che arriva in un anno particolarmente positivo per i vini del vulcano. Secondo gli ultimi dati forniti dal Consorzio Etna Doc, infatti, soltanto nel primo semestre 2022 sono state quasi 3,3 milioni le bottiglie prodotte, per un imbottigliamento complessivo di quasi 25 mila ettolitri. “Entro il 31 dicembre arriveremo a 5,5 milioni di bottiglie, il 20 per cento in più rispetto al 2021, quando ci eravamo fermati a 4,5 milioni”, spiega Lunetta. A spingere, nei primi sei mesi di quest’anno, è stato soprattutto il rosato dell’Etna (più 50 per cento), ma anche il bianco (più 37 per cento) e il rosso (più 27 per cento). “Bisogna considerare che rosati e bianchi si imbottigliano in estate, mentre il grosso dei rossi arriva dopo”, precisa Lunetta. Per quanto riguarda la qualità, secondo i tecnici del Consorzio il 2022 “ha riservato un finale di stagione perfetto, consentendo ai produttori di portare in cantina uve dal potenziale qualitativo ottimale, e perfetto dal punto di vista fitosanitario”.

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Gli esclusi eccellenti

Tornando al bando del ministero dell’Agricoltura, il Consorzio Etna Doc non è l’unico escluso eccellente dai fondi. A rimanere fuori altri grandi nomi dell’enologia italiana, dal Barolo al Franciacorta, fino al Soave. Una circostanza che “deve far riflettere”, secondo Lunetta, che però guarda avanti. “Come Consorzio Doc Etna siamo arrivato tra i primi in un progetto, finanziato con risorse dirette della Unione europea, per la promozione in Svizzera e in Gran Bretagna”. Sul tavolo un finanziamento di un milione e mezzo di euro da dividere con il Consorzio dei Vini Alto Adige e il Consorzio del pecorino romano. “A noi spettano circa 500 mila euro, da utilizzare per la promozione dei piccoli viticoltori in questi due Paesi”. L’attività del consorzio, conclude Lunetta, non si ferma qui. “Stiamo partecipando a molti altri progetti, non tutti vanno in porto perché c’è una bella concorrenza. Noi andiamo avanti per continuare a portare i vini del vulcano in Italia e nel mondo”.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci (Catania, 1992), è giornalista pubblicista e scrittore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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